rifiuti nei fiumi e nei mari

Nei giorni scorsi mi è capitato di vedere su un TG nazionale un servizio dedicato a un’attività volontaria di pulizia del Tevere dai rifiuti effettuata da una nota associazione ambientalista .

Ho seguito con attenzione il servizio e sono rimasto piuttosto sconvolto nel vedere quanti rifiuti venivano recuperati anche se, in realtà, sono ben consapevole del fatto che la situazione in cui versano i corsi d’acqua in Italia, da questo punto di vista, sia drammatica.

Nel servizio era presente anche un’intervista al neo ministro dell’ambiente, Sergio Costa, il quale ha dichiarato: “Serve una legge, dobbiamo difendere i pescatori che recuperano i rifiuti durante la loro attività”.

Non sono per nulla d’accordo sul fatto che serva una legge di questo tipo, e vi spiego perché. Da cosa dovranno mai essere difesi i pescatori che pescano rifiuti? Credo che il 95% delle persone che hanno visto il servizio non lo abbiano capito.

I pescatori, secondo il ministro, vanno difesi dalla stessa legge italiana sui rifiuti, la quale non permette loro di mettere da parte ciò che hanno recuperato e di portarlo senza problemi a un centro di raccolta. Oggi, di fatto, quando un pescatore raccoglie rifiuti con al pesca a strascico, è obbligato a ributtarli in acqua.

La legge che in Italia regola la raccolta dei rifiuti è estremamente complicata e ricca di adempimenti burocratici, ed è corredata di elementi sanzionatori molto pesanti che hanno anche risvolti penali. Il tutto è stato ulteriormente complicato dall’introduzione del SISTRI, cioè il sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti, sistema nato sotto i peggiori auspici e che ha già prodotto diversi processi per le persone e le aziende coinvolte nella sua realizzazione.

I risultati di tale complicazione sono sotto gli occhi di tutti. Fiumi, strade e boschi pieni di spazzatura e, spesso, di rifiuti pericolosi. Come prima e più di prima.

Ecco un altro caso nel quale una legge crea più problemi di quanti ne risolva, andando cosi a sbilanciare inutilmente il rapporto tra Stato e cittadino. L’ennesimo caso da affrontare con le forbici piuttosto che con le ulteriori complicazioni auspicate dal ministro.

 

Vuoi conoscere i dettagli del progetto UNICA e rimanere aggiornato sulle novità? Scarica subito il white paper e iscriviti alla newsletter!


Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shortlink